"Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi"
Sfumature d'arte

“Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi”

“Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi”

Gregor Schneider

L’ingresso con il fuoco, un lungo corridoio che mette angoscia ed è proprio l’angoscia il tema dominante che Gregor Schneider cerca di ricreare con perdità d’identità ed orientamento nello spazio.

Un attacco all’affanno ed alla paura per cercare di superarla, perchè dopo le fiamme c’è sempre un inizio.
Il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio.

http://matteorighi.altervista.org/wp-content/uploads/2018/03/GREGOR-SCHNEIDER.pdf

Monster Chetwynd

Il suo è uno stile macabro e carnevalesco allo stesso tempo.

Un caos felice, un’atmosfera da cartone animato a volte melodrammatico e cupo.
Davanti alle sue opere può scappare un sorriso ma gli occhi di quelle creature ci mostrano altro.

Figure grottesche che emergono dalle superfici come incubi che prendono forma.
Incubi che diventano realtà e che fanno riemergere la paura dei mostri dell’infanzia.

https://www.theguardian.com/artanddesign/2018/dec/16/monster-chetwynd-giant-slugs-tate-britain-interview

Robert Longo

Il suo minimalismo è una profonda riflessione sul mondo.
Per Robert Longo l’arte è un modo per mettere in discussione il mondo che ci circonda.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/06/13/robert-longo-contro-morti-armi-da-fuoco_3681ad1c-2083-4f11-a02c-a80c40010833.html

Flavio Favelli

Crea opere con vecchi oggetti d’arredamento o di uso comune come lampadari, bottiglie, cornici, chincaglierie che ci rimandano alle case delle nonne.
Nelle sue opere quei materiali di recupero prendono vita come simboli di una quotidianità passata e ci riportano alla mente la nostra infanzia.

La sua arte è una riflessione sulla memoria e sulla nostra vita, ci riconduce alle nostre esperienze personali tramite oggetti del nostro passato mescolati ad oggetti del nostro tempo.

http://www.prundercover.com/it/blog/102/Le-mie-mete-sono-gli-oggetti-che-trovo-Flavio-Favelli-verso-la-Biennale.html

Hermann Nitsch

Disgusto e ribrezzo per portarci alla purificazione.
Per lui tutti i tabù religiosi, sessuali e morali devono essere rimossi per tornare alla verità, ognuno alla propria.

Hermann risveglia i nostri istinti animali, addormentati dalla società con i suoi divieti. Si deve liberare anima e corpo dalle frustrazioni per riuscire a toccare i lati più oscuri di noi stessi.

Le sue sono tele informali, dirompenti come esplosioni, dipinti che danno l’idea di liquidità, mescolamento e plasticità.

https://auralcrave.com/2019/01/26/la-sanguinolenta-arte-di-hermann-nitsch-noads/

Gianni Dessì

Sperimentatore della materia che punta sulla sobrietà cromatica.
Le sue opere sono come scene, come finestre verso altre realtà.
Un gioco dove le sovrapposizioni dei piani che creano profondità e l’analisi cromatica ruotano tutte attorno ad una figura enigmatica, astratta e misteriosa come un segreto da codificare.

https://www.espoarte.net/arte/gianni-dessi-tutto-in-un-fiato/

Christian Boltanski

Gli Efemerotteri, piccoli insetti leggeri, dal volo elegante, con una brevissima vita adulta che non gli permette d’invecchiare; ma quella breve vita è anche la più bella, la più coreografica e la più appagante.

Sciami in volo si esibiscono in danze con uno sfarfallio che ti stordisce.
Christian Boltanski vuole fermare la nostra attenzione sul tempo e sulla morte ed a quel tempo di abbandono a cui ognuno di noi è destinato.

“Perchè non posso fermare il tempo?
Ognuno è unico ma destinato a sparire, la trasmissione non avviene attraverso gli oggetti ma attraverso il sapere”

Christian Boltanski

http://www.sguardoadest.it/new_blog/gli-efemerotteri-di-christian-boltanski-e-linesorabile-trascorrere-del-tempo/

James Lee Bayers

Chi vorremmo vedere seduto su quella sedia ?
Chi viene evocato dalla nostra mente?
La sedia come supporto per il corpo umano, come simbolo di potere o come perdita?

Una sedia vuota che occupa uno spazio ben preciso, uno spazio che può essere riempito o abbandonato per sempre.
Una sedia vuota ci parla di chi c’è, di chi no c’è, di chi la occuperà o di chi l’ha appena abbandonata.
La sedia prende il valore simbolico che certi oggetti e certi spazi rivestono nella nostra vita quotidiana.

https://www.sculpture.org/documents/scmag02/nov02/byars/byars.shtml

Sheela Gowda – ಶೀಲಾ ಗೌಡ

I pesi, i sogni, i pensieri, le sofferenze, le frustrazioni ed i desideri intrappolati in una ragnatela di capelli che ti attrae e ti respinge allo stesso modo.

Le sofferenze che ti portano in basso dove il groviglio si fa più compatto mentre i sogni ed i desideri ti portano in alto dove s’intravedono spiragli di luce con la speranza che un giorno possano prendere il volo.

L’artista indiana usa e trasforma materiali comuni ma simbolici come i capelli che sono essenza viva con i loro significati metaforici
SACRI perchè vengono dati in offerta per evocare una divinità
PORTAFORTUNA perchè vengono esposti come talismani
VALORE ECONOMICO perchè hanno un loro mercato
ci comunicano molteplici letture per le sue opere.

https://www.mam-e.it/arte/sheela-gowda-all-hangar-bicocca/

Tony Oursler

Con la sua video-scultura ci proietta in un sogno/incubo con sguardi inquietanti che ci scrutano e cercano di entrare nel nostro buio interiore.
Ci obbliga ad un dialogo con le sue creature virtuali come un incontro tra conscio ed inconscio.

L’occhio come veicolo primario di comunicazione, occhi che ci osservano, occhi onnipresenti ed invadenti.

L’uomo è sempre più isolato in un mondo dove si continua a parlare di comunicazione e connessione.
C’è qualcosa che non va?

https://www.collater.al/tony-oursler-video-scultura/

Chiharu Shiota – 塩田千春

“Io tesso e intreccio, trasformando i fili in autentiche reti che catturano e isolano questi elementi, come un insieme di parole che raccontano una storia. In questo senso posso dire che i fili neri rappresentano una sorta di cielo notturno mentre quando utilizzo i fili rossi questi tendono a rappresentare parti del corpo.”

Chiharu Shiota – 塩田千春

Il letto a cui viene assimilato sia il sonno quotidiano che quello eterno.
Il letto come metafora della vita e della morte.

È il luogo dove tutti nasciamo e moriamo accuditi da un cielo notturno.

http://artresearchmap.com/exhibitions/chiharu-shiota-sleeping-is-like-death_25/

Gino De Dominicis

Il senso della nostra esistenza, lo scopo del nostro passaggio sulla terra, la conferma dell’IO e la chiave dell’immortalità è ciò che l’arte di Gino De Dominicis ha sempre inseguito.

Quel naso da Pinocchio che vuole smascherare le bugie che ci raccontiamo per sopportare i nostri fardelli e le bugie che ci vengono raccontate per abbindolarci o per ingannarci.

Una figura rossa che trasmette apprensione, dagli occhi chiusi e dal lungo naso, una presenza che ricorda il diavolo, che sa trasportarci nell’inferno di noi stessi appunto nel nostro lato oscuro.

https://www.teknoring.com/news/progettazione/lartista-irreperibile-gino-de-dominicis/

Monica Bonvicini

Feticista, divertente, silenziosa ed aggressiva.

Oggetti ordinari che possono alludere ad influenze maliziose o piaceri nascosti.
Sempre alla ricerca di uno scontro con un potere e non solo quello maschilista.

https://artslife.com/2019/11/27/intervista-monica-bonvicini/

“Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi
non va negato o abbandonato,
deve essere invece riconosciuto, accettato, coinvolto, vissuto”.

DANILO ECCHER

“Il lato oscuro che è dentro ognuno di noi”